TheatreAbility

Integrazione ed inclusione…queste sconosciute? No!

Non è la prima volta che teatro e abilità diverse si incontrano ma quando ne nascono belle rassegne, è sempre una gran cosa parlarne.

Il teatro, si sa, smuove emozioni e storie nascoste, e la possibilità di essere qualcun altro diverso da noi, anche solo per poco tempo, è liberatorio. Prestare il volto ad un personaggio, vestirlo di vita propria è un valido supporto alla “pedagogia del diverso”: quale posto migliore di un palcoscenico per diventare qualcun altro? In questo preciso luogo il detto imparare a mettersi nei panni altrui prende davvero forma rispondendo al suo significato più vero e viscerale.

Nasce con questi presupposti TheatreAbility, una rassegna che dal 6 al 16 settembre ha visto impegnate compagnie teatrali amatoriali, che tra le componenti attive hanno attori diversamente abili, sul prezioso palco del Teatro degli Eroi di Roma.

Durante la manifestazione è stato istituito anche il Premio Lillo 2018 dedicato ad un ragazzo autistico.

Essendo l’intera rassegna vòlta all’incontro tra abilità differenti, la poesia “siamo tutti uguali” scritta da Elena Tomei ed interpretata da Daniela Rosci è stata scelta come sigla.

L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale. Questo bel progetto ha visto il patrocinio (non oneroso) della UILT Unione Italiana Libero Teatro. Le compagnie si sono esibite in testi classici e completamente inediti, a loro discrezione.

Ad ogni compagnia selezionata è stata dedicata una serata, e nella data conclusiva del 16 settembre sono stati consegnati premi e riconoscimenti, infine la Giuria, formata da membri qualificati, ha decretato il vincitore, non senza una lunga discussione interna per poter concedere un ex aequo.

Il progetto si fa garante della  promozione di una cultura frutto della coesione di differenti affinità, sostenuta da vere esperienze nelle quali l’inclusione vede coinvolti una pluralità di componenti sociali: la persona diversamente abile, la sua famiglia, il mondo dello spettacolo, le istituzioni preposte alla loro tutela e all’assistenza, il mondo della scuola e la società residente sul territorio. Il teatro è un’oasi protetta e unica, nella quale la valorizzazione di ciascun individuo nella sua interezza ha priorità assoluta.

La ditta Olimpica, sponsor della manifestazione fa capo a Stefano Cirulli, in sedia a rotelle dal ’79, ha offerto un premio in denaro alla compagnia che maggiormente ha emozionato i giudici, volendo così esprimere vicinanza e appoggio al progetto.

Tutte le compagnie in gara non hanno suscitato l’emozione del pubblico attraverso il pietismo, al contrario in sala si respirava aria di ammirazione per la tenacia e la determinazione messe nella vita quotidiana. Chi ha visto gli spettacoli è tornato a casa con un gran regalo: l’importanza di non dare nulla per scontato. Mai concepire come ovvietà la possibilità di svegliarsi la mattina, bere un caffè fatto dalle nostre mani, l’autonomia negli spostamenti o vivere senza il pregiudizio altrui, costruirsi un futuro e una speranza.

Alla fine “La valigia di cartone”, del centro di salute mentale di Cisterna di Latina, si è aggiudicata il primo posto con “S-confini”, uno spettacolo tratteggiato da pennellate del teatro d’avanguardia. In questo testo si è fatta luce su un dentro e un fuori di noi, sul nostro intimo della mente e un esterno mangiato dalla società, dove tutto è maschera. Il mondo interiore è il caldo rifugio dove chiunque ha bisogno di tornare spesso, al riparo dal mondo di fuori nel quale si fa a gomitate per emergere nel lavoro e nella vita ma che non ci fa sentire soli e ci obbliga ininterrottamente a fare avanti e indietro tra le nostre due verità.

Eccone alcune foto, scattate da Silvia Amato:

 

A tutte le altre compagne partecipanti è stata data una coppa e un premio ad uno degli attori.

Che dire? Vogliamo che iniziative come questa siano sempre più numerose e frequenti. Mostrare al mondo la bellezza del diverso è un impegno di cui il Teatro si è sempre fatto carico. Concediamogli ancora l’onore di questo compito, magari allargando la rosa anche ad altre arti dello spettacolo, e sicuramente non ne saremo delusi.

 

 

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