La bambola dell’alchimista (di Bianca Pitzorno; Oscar Mondadori editore)

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Eccoci qui, nel mondo che preferisco: quello dei bambini, magico e sconosciuto -o meglio, dimenticato- a gran parte degli adulti. Le parole sono quelle di Giuliana…godetevele!

 

Due bambini di 8 anni tra loro sconosciuti, Teo e Lavinia, si incrociano per via di “alchemiche coincidenze” dopo che una stramba fata gli affida doni dagli straordinari poteri: a Teo la bambola Petra che trasforma la cacca in oro e un anello che trasforma ogni cosa in cacca a Lavinia.

Entrambe le storie serviranno scopi differenti poiché Teo aprirà la narrazione e Lavinia invece la chiuderà, donando al testo un’inusuale struttura ellittica con due fuochi ben distinti che, solo nella parte centrale del racconto, andranno ad intersecarsi.

Teo, figlio unico di un’agiata famiglia, e Lavinia, fiammiferaia orfana, grazie a questi inaspettati tesori, potranno infatti casualmente incontrarsi all’Hotel Excelsior per poi stabilirvisi e lì, a seguito di diverse vicissitudini, avranno modo di superare la propria solitudine realizzando i loro sogni più profondi: Teo troverà nella bambola Petra una sorella e Lavinia troverà in Teo e Petra dei nuovi compagni d’avventura.

Con “La bambola dell’alchimista”, l’autrice Bianca Pitzorno darà così vita ad un racconto estremamente giocoso e incalzante dove i protagonisti saranno continuamente circondati da nuovi personaggi che entreranno ed usciranno dalle scene, forse per tornarvici o forse no, colpiti dalla luce casuale di una palla stroboscopica che ruota al ritmo di una musica energica e vitale.

Un libro ricco d’ilarità, ma soprattutto di una fragrante e gustosa “irriverenza lessicale” capace di sorprendere tanto quanto la maturità dimostrata dai bambini che, ancora una volta, emergono sulla pochezza di molti dei personaggi adulti coinvolti.

L’autrice riuscirà infatti a compiere il prodigio di generare un sotteso senso di rassicurazione palesando l’ingenuità di entrambi i protagonisti e, al contempo, la loro capacità di farsi vigili nel momento del pericolo, dando ai lettori la possibilità di nutrirsi della genuinità con cui i bambini sanno approcciarsi alla vita, accogliendone la magia come un elemento imprescindibile e naturale.

 

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