Presente

Profonde sono le ferite

Il dolore si fa vivo,

si deve parlare di lui.

 

Non so dove andrò

mi fermerò per morire di fame

o continuerò a correre.

 

Passi svelti, leggeri

Ho voglia di sedermi

guardare fuori,  oltre

vedere che é finita.

Fallen (di Lauren Kate, Rizzoli editore)

Siamo ai giorni nostri, in un istituto correzionale all’interno del quale ragazzi con un passato difficile cercano di vivere una vita quasi normale, a parte il fatto che non possono uscire dal perimetro dell’edificio, concedersi svaghi previa concessione del personale scolastico e -alcuni- sono costretti ad indossare il braccialetto elettronico. In questo contesto conosciamo Lucinda, detta Luce, la protagonista principale. Di fatto intelligente e acuta, si sente sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato: pensiero confermato dal triste ed inspiegabile avvenimento che l’ha portata oltre i cancelli del tetro Sword&Cross. La vediamo stringere amicizia con Penn e guardarsi sempre le spalle da ombre che non le danno tregua da che ha memoria. Altri personaggi si affacciano sulla storia rendendo il tutto alquanto fosco. Non si capisce bene da quale parte stiano, se da quella di Luce, o da quella di Daniel, il ragazzo per il quale Luce sente una forte attrazione ignorandone il motivo: attrazione tradotta in una sorta di appartenenza emotiva anche in vite passate. Non appena Luce esce dall’entropia che l’ha coccolata per diciassette anni e riconosce con quali entità abbia vissuto gli ultimi mesi sui banchi di scuola, viene annunciata un’epica battaglia tra le forze del Bene e quelle del Male. Il finale agrodolce lascia una Luce addormentata con la promessa d’amore di Daniel e il suo ritorno in fallenun prossimo futuro.

Ebbene sì, l’ho letto. Mi era stato vivamente consigliato tempo fa ma non essendo io un’appassionata del tema, continuavo a posticipare l’evento. Mi ha aiutata molto la scelta di non cercare altre recensioni o commenti in merito prima di immergermi nel mondo fantastico della Kate. Il romanzo è il primo episodio di una saga articolata in più volumi, rappresenta anche l’esordio dell’autrice quindi cercherò di essere “buona”:-) Partendo dalla mia considerazione personale che i fantasy moderni si somiglino molto tra loro, ho faticato a portare a termine la lettura: non è scattata quella fiammella emotiva necessaria a leggere con trasporto ma sono stata di parola. Ho trovato i personaggi tratteggiati in modo piuttosto banale, privi degli approfondimenti necessari a farne comprendere sentimenti e azioni. Si capisce chiaramente che alcune figure inserite nella storia sono considerate poco e male e servono a rendere la trama più fruibile e mancano di uno spessore proprio. La stessa protagonista è descritta come una tipa sveglia ma in certi passaggi il suo scarso acume ha rallentato molto il tempo narrativo e la grande battaglia che -secondo me- aveva il dovere di focalizzare tutta l’attenzione del lettore  non è stata descritta affatto: Luce, che rappresenta gli occhi di chi legge, ha assistito alla preparazione tra le due parti e poi è tornata sul campo da guerra a battaglia conclusa. Sappiamo che lo scontro è avvenuto solo perché Daniel lo dice e si vede della polvere nell’aria, segnale chiaro di quanto accaduto -per la Kate- ma non per il lettore. La mancata descrizione di un evento così importante mostra una difficoltà nell’essere all’altezza della propria opera. Mi dispiace molto arrivare a questa conclusione ma mi aspettavo di più, spero che i romanzi del seguito siano più approfonditi e meglio strutturati: staremo a vedere!