Io sono Malala (di Malala Yousafzai, Garzanti editore)

Ho trovato alquanto difficile parlare di questo libro. L’ho letto tardi, qualche anno dopo la pubblicazione, sebbene mi fossi promessa di leggerlo prima. Per parlarne meglio mi sono chiesta: chi è Malala? Malala è una bambina. Una bambina fortunata, direi. Fortunata perché nata in Pakistan in una famiglia che rispetta il suo volere, le sue ambizioni, i suoi sogni. Una condizione non scontata nemmeno in quella parte di mondo definita “giusta”. Lei studia senza sosta, ama andare a scuola e comprende, grazie ad un padre meraviglioso, che saper usare una penna può davvero cambiare il mondo. Il suo mondo, in questo caso. Quello del Pakistan talebano, nel quale le donne sono costrette ad indossare il burqa e non è consentito loro uscire di casa senza il marito o un parente maschio, dmalalaove studiare e ricevere l’istruzione necessaria ad allontanarsi dalla paura generata dall’ignoranza è peccato mortale. Così Malala decide che battersi affinché i bambini, e le bambine in particolar modo, vadano a scuola sarà la missione della sua vita. Ma Malala diventa pericolosa e scomoda, parla e scrive troppo denunciando agli occhi del mondo ciò che il regime talebano, col benestare del governo pakistano, sta portando avanti. I talebani allora scelgono la via sicura, e senza onore, di uccidere la bambina. Le sparano in testa mentre sta tornando a casa da scuola. Ma Malala è una bambina fortunata: nonostante la ferita sia molto grave, ce la fa. La sua popolarità smuove le più alte cariche di molti Paesi e, dopo i primi soccorsi avuti in Pakistan, arriva in Inghilterra dove si riprende del tutto e continua la propria missione. I suoi genitori hanno fede, credono fermamente che il buon Allah restituirà loro la figlia di un tempo e hanno ragione. Nel 2012 vede la luce il Malala Fund, un’organizzazione che dedica progetti educativi in tutto il mondo e nel 2014 Malala è il premio Nobel, attribuitole per la Pace, più giovane della storia. La sua è una vita che merita di essere letta, un incontro tra atti di fede, gratitudine e coraggio.

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