Lettera a un bambino mai nato (di Oriana Fallaci, Rizzoli editore)

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Non credo d’aver dato il giusto peso all’espressione “un pugno nello stomaco” prima d’aver letto questo romanzo. Si capisce che è un inno alla vita, del resto Oriana ricorre spesso nei suoi scritti a frasi come la paura di non nascere, il brutto è dover dire di non esserci stato. Lei amava la vita e ogni risvolto che la vita riservava. Ma torniamo al libro. Come si evince dal titolo l’epilogo della gravidanza non è felice, nessun lieto evento da raccontare eppure da dire c’è molto. Tanto per cominciare, ben oltre l’essere un inno alla vita, questa è una lettera che Oriana scrive alle donne, tutte le donne :quelle che vogliono un figlio, quelle che se lo ritrovano loro malgrado e quelle che scelgono di non averlo (a gravidanza già iniziata, magari). Il messaggio forte che arriva leggendo è che dare la vita è una scelta, non un obbligo morale o un atto da compiere per rendere felici altri. La parte finale, quella più immaginaria e impegnativa, è una “chiacchierata” che la madre fa col figlio, oramai uomo fatto sebbene non sia mai nato. Finalmente le cose mai dette sono dette, l’amore diventa fisico con la necessità di incontrare una persona che è parte di lei, la parte più intima e sconosciuta. Mi capita raramente di emozionarmi leggendo. Con questo romanzo è successo. Buona lettura!

 

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